Potenza, stagione teatrale 2008/2009
di Francesco Cosenza
Appare ricca, la selezione di opere teatrali in programma per la stagione potentina 2008/2009. stagione che abbraccia i generi collocandosi in una ricerca qualitativamente alta. I teatri potentini ( Don Bosco e F. Stabile ), ospiteranno notevoli presente artistiche. L’importanza del luogo, antica dimensione, aperta all’osservazione dei vari scenari, posti su “piani” dissimili, di categorie e generi, schiude atmosfere sognanti, dimensioni fantastiche, vicini e lontani contatti culturali ed espressivi. Il linguaggio teatrale, distante dalla forma cinematografica e ancora di più da quella televisiva, rende immersioni magiche in differenziati contesti umorali, le forme divengono scenari di primari contatti con l’arte che, si “respira” nel medesimo luogo. La distanza cade, lo spettatore assiste ad una unicità privilegiata, le sensazioni divengono direzioni possibili da vivere. Presenze importanti e storiche, come Giorgio Albertazzi ( 12 Gennaio Teatro Don Bosco ), con Sunshine di William Mastrosimone e, Lezioni Americane di Italo Calvino, il 21 Marzo. Teatro che accoglie la storia difficile della realtà con Gomorra di Roberto Saviano il 24 Febbraio al Teatro Stabile. Presenze notevoli ed importanti contenuti proposti, Ascanio Celestini, il 15 Dicembre con Scemo di guerra, Roma 4 Giugno 1944, le riflessioni e le memorie storiche incontrano le stanze scure del tempo, denso di racconti e di interni scenari. Celestini, il 16 Dicembre con Pecora Nera elogio funebre del manicomio elettrico al Teatro Stabile, apre sensazioni raccolte in spazi di disagi e sofferenze. La storia entra nelle visioni condivise, raccontata da Marco Travaglio ( Promemoria 14 Gennaio Teatro Don Bosco ). Appuntamento con la letteratura il 10 Febbraio al teatro Don Bosco, in scena Il paese degli idioti da Dostoevsky. Il 17-18 Febbraio al teatro Don Bosco, l’Amleto di Shakespeare con Alessandro Preziosi, con la traduzione di Eugenio Montale. Arte in proposte che si dilatano sui generi e sulla varietà del pubblico, attori come Massimo Dapporto, a Potenza al Teatro Don Bosco il 15 Aprile con I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni, ed altre forme di arte che, toccano ovviamente scenari differenti come, Ulderico Pesce al Teatro Stabile il 12 Marzo con Il triangolo degli schiavi, sguardo e riflessione sui lavoratori clandestini in Italia. Proposte ricche nel ventaglio dei generi, la stagione teatrale incontra i gusti e le soggettive preferenze delle forme artistiche, garantendo tuttavia una ricchezza significativa in selezione. |
Galleria Idearte: Inaugurazione nuova sede
di Francesco Cosenza
Da tredici anni presente in larghi circuiti culturali ed artistici, la Galleria potentina Idearte, cambia sede aprendo un nuovo spazio. Ad inaugurare il nuovo tempo, la nuova ricerca e, la nuova proposta, un importate esponente dell’arte contemporanea italiana. Bruno Donzelli, pittore di grande impatto emotivo, apre scenari vari sulle concezioni e le visioni artistiche. Notevole la selezione delle recenti opere scelte per la galleria potentina, i segni ed i simboli di una storia raccontata dalle immagini, i punti attraverso i quali le figure significative delle epoche, riconoscono l’assoluto valore degli impatti emozionali aprono conoscenze sulle forme vive delle tele. Vivi come i ricordi interni, come le affettive sfere memoriali che, con nostalgia fermano nelle sfumature delle velocità temporali la ferma appartenenza in strati culturali e generazionali. Il colore divine centrale linea interpretativa della forma, il tessuto evidente dell’affermazione del segno, che si dà al cromatismo fortemente voluto, evidenzia i tratti della forma. Sono “luoghi” caldi, a volte volutamente distanti da un ordine, che sottolinea la foga espressiva e narrante dell’artista, molteplici le figure di un Novecento che si dilata nelle trame, molto presente nelle architetture degli sguardi del maestro. Le tinte sono forti, le icone collocate al centro delle tele, adesione completa ad una quotidiana dimensione che si affaccia sulle epoche nuove non differenziandosi tuttavia dal fascino unico di certe presenze. Vi è un affettivo rapporto con i miti, Andy Warhol, la Coca Cola, in contesti vivaci di armoniche strutture cromatiche. Artista che si avvicina a sensi estetici sperimentati e presenti in altri autori come Mirò, Pollock, Paul Klee, Basquit, esprime contatti intimi di rimandi a giochi e visioni stilistiche. Selezione di opere del 2007/2008, vi sono in galleria incontri con più dimensioni, vi è molto spesso, in un solo quadro il presentarsi di contenuti multipli, sono immersioni in atmosfere epocali, accompagnate da presenze significative dei panorami culturali mai lontani ed estranei al tempo. La Galleria apre come sempre legami interni, di scoperte e vicinanze, presenza notevole in città, punto di inizio verso numerosi e mai banali prospettive. Giovanni Spinazzola: “Passante”
Appaiono, nell’intenso manifestarsi del colore, le figure poste in luminosi “spazi” riflessivi, le tele del giovane artista lucano che espone i suoi lavori presso la Galleria Idearte di Potenza. |
Le invisibili forme delle città
di Francesco Cosenza
Pensieri trasformati in forme, immagini che delimitano strutture comportamentali e visioni in atmosfere dissimili di contenuto. La serata, viaggio nelle città invisibili, prima espressione di Petramorphosis in scena presso il complesso rupestre di San Nicola dei Greci a Matera, evidenzia contatti diversificati in spazi. La trasposizione intermodale del testo di Italo Calvino, prende anima in una cornice di mistero e di attesa dove, il silenzio e le luci soffuse, costruiscono direzioni di senso. Le memorie, i luoghi, le proiezioni dell’uomo contemporaneo, si allontanano dalle idee di rappresentazioni organiche di spazi, le forme del pensiero, assimilano gli esterni ponendo in superficie le paure ed il tempo. Numerosi i personaggi, le figure chiuse ed aperte in orizzonti di significato, indicano con le letture dei testi le linee interpretative di differenti espressioni artistiche. Emerge, dalle luci e dalle forme dissimili in cornice, un mondo parcellizzato, la cui immagine esprime geografie emozionali, i numerosi sentieri di umano, al centro delle voci narranti, che, “disegnano” città e, si posano su figure rappresentative, raccolgono le anime delle pagine, divenendo arte. Le città, visitate da Marco Polo, poste in luoghi non riconoscibili orientano i sensi e gli spazi, l’immaginazione che delimita forme, esprime idee di disagio, riflessioni legate a vaste sfere di umano, di fasi atemporali in cammino. Città in superficie, città nascoste, astratte, immaginate per distanziarsi da velocità e strutture di pensiero, il percorso in scena, come il tempo, le strade delle visioni, le conoscenze del pensiero che vivono forme varie di astratto, aprono riflessioni legate al passaggio immaginario in fasi e categorie. Città, quindi figure e storie in gesti, che accompagnando gli “sguardi” in realtà, ordinate in immaginarie atmosfere, rendono superficie di luoghi, gli spazi ed i vuoti, le figure in orizzonti, costruiscono le immagini. Le luci e le ombre che accolgono le voci, linee conoscitive di proiezioni, rendono distacchi con gli esterni, la serata in scena nei Sassi, città nella città, accoglie cornici e dentro sedi conoscitive di realtà. Le descrizioni di città e mondi, di fondi irrazionali, inconscio sociale ed individuale che, incontra fantasmi ed insegue forme, si dilata su piani soggettivi, le figure collocate in spazi, costruiscono cieli sotterranei di immaginazione. Le città nascoste, le città e la morte, le città e il desiderio, pensiero umano in immagini, la voce dal buio, pone luce sulle tematiche filosofiche del tempo, presenti in personaggi simbolici, i concetti in atmosfere misteriose, si muovono su corpi. Destini in spazi, le città, rappresentate da personaggi femminili, dove le descrizioni delimitano il visivo delle percezioni, ed i sensi in transito su figure e percorsi, verso le tematiche guida del tempo, accompagnano lo spettacolo che abbraccia forme diversificate di arte: teatro, musiche e danze. Le luci ed i suoni, rappresentazioni di mondi nel mondo, di legami surreali tra uomo e natura, pongono in superficie le idee di scoperta di infinti ed invisibili strati di umano. Lo spettacolo, evidenzia l’analogia tra la struttura narrativa ed i Sassi di Matera. Il Mediterraneo e i Greci in età Arcaica
Analisi ampie, proiettate su antichi movimenti di popoli, sono state presentate a Potenza, presso il Museo Dino Adamesteanu, illustrate dal Professor Michel Gras, direttore della Scuola Francese di Roma. |



