I volti nuovi della città
di Francesco Cosenza Città di scale, strade in salita verso l’antico manifestarsi delle forme alte delle storiche geometrie. Potenza di architetture nuove, di immagini stravolte ancora disordinate negli occhi, molti sono i lavori in corso, ( alcuni completati ed inaugurati ) diverse le estraneità visive ancora in atto. La vecchia scalinata, quella che i potentini conoscono come “ le cento scale”, che ha da decenni accolto i passi stanchi di persone, ha oggi una nuova forma. La forma della riqualificazione dello spazio, una fontana al centro ed una possibilità visiva verso il lontano orizzonte che, apre la camminata di Viale Dante, altro spazio nuovo da poco riconsegnato ai potentini. Strade nuove ed angoli di memorie che cadono in forme differenti di tempo, che, abbracciano le nuove esigenze generazionali o semplicemente in volto nuovo delle idee. Le abitudini visive, interrompono il quotidiano contatto con la familiarità degli spazi non più esterni, quasi intimi che, tante vite hanno osservato, gli occhi “ inciampano “ in estraneità volute, ancora distanti dalle memorie e dalla familiarità. Spazi disegnati e costruiti per accogliere la velocità e l’espansione significativa del capoluogo lucano che, giornalmente ospita transiti di studenti o lavoratori dei paesi limitrofi. La nuova piazza di Via Lazio, che in modo significativo e, non da tutti ancora compreso ha consegnato ai potentini uno sguardo più ampio, di ricchezza prospettica ha nella sua costruzione interrotto lineari immagini di strada da decenni soltanto di transito. Le fontane della costruzione, anche se poste nell’eccessivo manifestarsi del cemento, rendono un servizio per i tanti studenti non più fermi ai margini delle strade. Il visivo quindi ricerca armonie, nelle osservazioni rivolte agli esterni, i luoghi anche se non particolarmente suggestivi, sono legami memoriali quindi anche affettivi della comunità cittadina, gli angoli saranno linee di tempo nuovo che abbraccia generazioni e punti di contatto con sfere di superficie che divengono storia. La città di Potenza, “veste” forme nuove, il nuovo spaventa gli sguardi, quasi a disturbare un’ armonia interna che, si adagia nelle osservazioni personali dei contesti urbani che, schiudono varchi estranei ancora distanti dal privilegio dell’accettazione. Diventeranno guardabili quando li vedremo più volte, come sempre accade alle costruzioni delle abitudini dissimili, che si collocano in spazi interni, capaci quindi di leggere e comprendere quelli esterni. |
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